La top 5 dei box doccia in ordine di facilità di pulizia

Photo by Patrick Hendry on Unsplash
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Primavera: tempo di pulizie, anche in bagno. Quali sono i box doccia più semplici e veloci da pulire, e perché? Lo scopriamo in questo post, insieme ad alcuni consigli per conservare intatta la bellezza della doccia.

Parliamo quindi di ​pulizie in bagno​, oggi, soffermandoci in particolare sulla cura della zona doccia, una delle più difficili da trattare e igienizzare. Il motivo, probabilmente, sta nella quantità di tempo necessaria per eliminare i ​residui di calcare​ e sapone dai rivestimenti e dal box doccia, rispetto a quella da dedicare alla pulizia quotidiana di lavabo e sanitari, di più facile accesso.

Se sei ancora nella fase di ​progettazione del bagno​ e stai per scegliere gli arredi, però, sappi che puoi orientare i tuoi acquisti verso alcuni modelli di box doccia che risultano più facili da gestire quotidianamente, o che richiedono minori sforzi. Di seguito ti sveliamo quali sono, e per quali motivi!

Prima, però, una nota su quali sono i singoli elementi di una zona doccia da non trascurare.

Come pulire un box doccia?

Diversamente da quanto si potrebbe pensare, infatti, non è sufficiente occuparsi solo dei vetri della doccia. Il consiglio è di prestare la stessa attenzione anche a profili metallici, guarnizioni e piatto doccia.

  • Vetri​: andrebbero regolarmente sciacquati a fine doccia e asciugati, per evitare accumuli di saponi, calcare, prodotti per il corpo. Periodicamente, solo se necessario, è utile agire con ​prodotti specifici​ (ma delicati) per sgrassarli. Attenzione ai vetri dotati di trattamento anticalcare: ​segui attentamente le istruzioni per la manutenzione del produttore​, perché in questo caso non vanno di solito usati detergenti chimici.
  • Profili​: in alluminio o acciaio, vanno puliti con detergenti neutri e asciugati, evitando l’uso di spugne abrasive che ne graffiano la superficie. Attenzione alle verniciature colorate: è meglio essere ancora più delicati in questi casi, il sapone neutro in genere è più che sufficiente. Il punto critico solitamente è il profilo inferiore (se presente, perché esistono modelli che non lo prevedono per motivi estetici), quello da curare con più accortezza: un piccolo spazzolino può essere utile a questo scopo.
  • Guarnizioni​: essendo di materiale plastico vanno tenute pulite e morbide, perché nel tempo tendono ad annerire e indurirsi (rischiando di rompersi) soprattutto quelle si trovano a contatto con il piatto doccia. Acqua e sapone neutro sono sufficienti, e se possibile (quando possono essere sfilate dalle ante in vetro) sarebbe bene toglierle e pulirle in modo accurato. Se sono deteriorate (ma non ancora rotte) puoi provare con soluzioni acquose diluendo alcol o acqua ossigenata. In ogni caso, periodicamente vanno sostituite ​contattando il produttore​.
  • Piatto doccia​: anche se capita di trascurare proprio l’igiene del piatto, i nostri piedi dovrebbero sempre poggiare su una ​superficie pulita​ e senza residui delle docce precedenti. Un consiglio sempre valido è quello di sciacquare abbondantemente il piatto per evitare che si secchino i residui di sapone o detersivi, creme, oli e prodotti per corpo e capelli. Attenzione al materiale di cui sono composti oggi i piatti doccia: ciascuno ha delle ​indicazioni specifiche per la manutenzione​, da consultare prima di usare prodotti non consigliati.

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In linea di massima, più la pulizia è frequente più può essere delicata, e meno si
danneggiano nel tempo superfici e materiali.

Ora che conosci tutti i ​punti critici del box doccia​, ti sarà più facile capire il criterio con cui abbiamo stilato la nostra classifica. Ecco quindi la top 5 delle tipologie di chiusura doccia dalla più facile alla più complessa da pulire:

1.​ ​Walk-in e vetri fissi

Walk-In by Disenia​: il box doccia minimal e senza profili più facile da pulire.

Per ovvi motivi è il ​box doccia​ più semplice da pulire in assoluto, data l’assenza di sistemi di scorrimento, guarnizioni, aperture, maniglie, rotelle e cerniere. L’unico elemento presente è un ampio vetro infilato in un sottile profilo fissato a pavimento e parete. In questo tipo di box, l’unico punto critico è proprio la giunzione tra profilo e rivestimenti, soprattutto se ci sono residui a vista di silicone, che vanno eliminati.

2. Porta saloon

Omega by Disenia​: il box doccia con porta a saloon e telaio minimale.

Si tratta di una ​porta doccia con due ante​ che aprono verso l’esterno e si richiudono verso l’interno (esattamente come la porta dei saloon appunto). Risulta comoda da pulire perché le ante si possono asciugare o lavare portandole all’esterno della nicchia o richiudendole internamente, senza farle gocciolare al di fuori. I modelli senza profilo inferiore e superiore (quindi con solo telaio laterale) sono ancora più comodi, fermo restando la necessità di prendersi cura delle guarnizioni raccogligoccia presenti in basso, sotto le due ante (quelle che evitano il grosso delle fuoriuscite d’acqua).

3. Porte battenti o pivottanti (singole o doppie)

Slim by Disenia​: porta doccia a un’anta battente con cerniere pivottanti integrate nei profili superiori e inferiori.

In questo caso ​le ante si aprono solo verso l’esterno della doccia,​ ma sono ugualmente semplici da pulire, soprattutto i modelli con telaio sottile. Per la detersione della parte interna delle ante, basta aprirle verso l’esterno e rimuovere lo sporco, per poi asciugarle.

Vale sempre il consiglio di prestare attenzione alle guarnizioni, che sono presenti soprattutto nei modelli con pochissimo profilo metallico.

4. Porte con cerniere

Project by Disenia​: porta per nicchia extralarge, composta da una parte fissa e una porta battente incernierata. La presenza di profili quasi invisibili rende la pulizia semplice e veloce.

Fanno parte di questa categoria tutte le tipologie di ​apertura che prevedono cerniere​ (possono essere porte a soffietto, porte battenti con una parte fissa). Sono modelli abbastanza pratici perché simili ai precedenti, ma la presenza delle cerniere può essere motivo di complicazioni. Attenzione a non spruzzare detergenti aggressivi per vetri anche su profili metallici e cerniere, che devono essere trattati in modo più delicato.

5. Porte scorrevoli

Oops by Disenia​: tra i modelli scorrevoli, uno dei più semplici da pulire in assoluto​. ​Il sistema di scorrimento su barra superiore garantisce l’assenza di binari inferiori, più soggetti a usura.

Anche se nei modelli contemporanei la struttura si è alleggerita e i profili si sono assottigliati, la presenza di un ​sistema di scorrimento​ complica leggermente le cose. Ci sono binari inferiori e superiori (spesso a vista) che ospitano pattini o rotelle in teflon, elementi che vanno puliti almeno periodicamente. In alcuni modelli si crea inoltre una sovrapposizione tra ante scorrevoli e ante fisse, che complica le operazioni di pulizia. Niente paura: con un po’ di pazienza anche per questi modelli la pulizia può essere accurata, è solo un po’ meno rapida.

Se hai capito quale potrebbe essere il tuo modello di doccia ideale, in base a quanta cura è necessaria per la sua manutenzione quotidiana, puoi provare a progettarlo direttamente sul nostro sito.

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Consigli per la scelta di un box doccia semplice da pulire:

La nostra top 5 è una lista di riferimento, ma a seconda del design dei modelli le indicazioni potrebbero variare. Come fare, quindi?

A volte non si riesce a sapere, in fase di acquisto, se il ​box doccia​ sarà così semplice da gestire ma ci sono alcuni elementi da valutare per intuirlo:

  • osserva bene la ​struttura del modello​, i profili e il telaio per vedere se è lineare o presenta scanalature;
  • verifica la presenza di ​sormonto tra le ante​ scorrevoli e fisse: aprile e chiudile per vedere se quando il box è chiuso c’è totale accesso all’intera superficie in vetro;
  • controlla le ​cerniere​, immagina di doverle pulire e cerca di capire se ti sarà facile;
  • chiedi se e quali ​guarnizioni​ possono essere sfilate per la cura periodica, e informati fin dall’inizio sulle possibilità di sostituzione. Non sarebbe male, fin dal primo acquisto, procurarsi i pezzi di ricambio.

L’idea in più​: per l’asciugatura dei vetri dopo la doccia è molto comodo tenere a portata di mano un tergivetro per eliminare le gocce e fare in modo che non ne restino i residui di calcare.

In alternativa, si può prendere l’abitudine di passare un panno in microfibra subito dopo: avrà lo stesso effetto e ti ruberà pochi secondi.

Avere sempre i ​vetri brillanti​ e non dover intervenire con soluzioni più aggressive ti ripagherà di questa piccola scocciatura che diventerà presto una sana abitudine.

Infine, se hai bisogno di aiuto per scegliere il box doccia più adatto a te, ​chiedi ai nostri rivenditori più vicini​!

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