Il bagno minimale: un gioco di vuoti e trasparenze

Il 2018 è un anno che gioca d’estremi: se da una parte troviamo arredi lussuosi e di stampo tradizionale, dall’altro tutto il non necessario viene eliminato, lasciando solo i connotati essenziali.

(Ri)nasce così il bagno minimale, dove a catturare l’attenzione sono le strutture, rifinite nel dettaglio per un apporto estetico d’alto livello.

collezione dogma by aqua - esempio di bagno minimale con struttura a vista
La collezione Dogma by Aqua, fotografata da Davide Buscaglia per WeBlog

Le caratteristiche del bagno minimale

Poche finiture abbinate tono su tono, struttura essenziale a vista, grande spazio alle geometrie: sono questi i caratteri di base del bagno minimale che sta conquistando i designer di tutta Europa.

Sono le stesse caratteristiche di parte della collezione Dogma by Aqua, nella sua versione con struttura in alluminio verniciato. In laccato bianco e Cristalplant o in marmo e legno di abete, il suo stile rispecchia perfettamente il nuovo minimalismo di tendenza.

Il piatto Piano di Disenia

Non dimentichiamo il box doccia: aperto e senza intelaiatura. Il valore aggiunto in questo caso è un design estremamente pulito ed essenziale, dove la funzionalità è il carattere primario.

I tessili seguono la stessa linea estetica: un unico colore, meglio se naturale, viene declinato coerentemente per ogni prodotto, evitando l’utilizzo di decorazioni particolari.

L’unico punto a cui è concessa più fantasia è il lampadario, quasi fosse un’installazione artistica all’interno della stanza.

 

 

 

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